“Vogliamo dare pace ad ogni anima, anche a quella del nemico. I morti sono morti, non li difende più nessuno e meritano pietà”. Siamo andati nel villaggio distrutto di Krasnopyllia, Nordest dell’Ucraina, con la missione Tulipano Nero, che recupera i corpi dei soldati russi morti. Il paesino liberato tra Sloviansk e Izymu, oggi a 20 chilometri dalla battaglia, è stata la linea del fronte per molti mesi, dal 24 febbraio scorso. È stato occupato e de-occupato dai russi più volte. Ed è stato completamente raso al suolo. Ci sono ancora i missili parzialmente inesplosi conficcati a terra tra le case, ci sono mine ovunque nei campi, lasciate anche dagli ucraini contro il nemico. I volontari dell’organizzazione Platsdarm scavano tra le rovine: da una cantina, hanno tirato fuori due soldati russi, rimasti sepolti mentre scappavano, durante un bombardamento ucraino. Sono i corpi nemici numero 310 e 311 – tanti ne ha recuperati la missione in un anno di guerra. Il governo, poi, deciderà che farne. Molto probabilmente verranno scambiati con corpi ucraini da restituire alle famiglie. Anche se, sul fronte russo, non c’è notizia che avvenga lo stesso.