Vincenzo Luciano fa il pescatore. E’ stato tra i primi ad arrivare sulla spiaggia di Cutro dopo il drammatico naufragio di un vecchio caicco con a bordo 180 migranti. Da domenica 25 febbraio non si dà pace. Anche mentre sta tornando il maltempo, Luciano fa avanti e indietro col suo fuoristrada lungo la spiaggia che ha restituito negli ultimi giorni i corpi dei migranti annegati. "Ieri è venuta una mamma che in tedesco mi chiedeva se potessi trovargli il figlio. Ha saputo che sono stato tra i primi soccorritori. ‘Per favore – mi diceva – trovami anche l’altro figlio morto’. Vorrei darle almeno la possibilità di andare a piangere. E’ una promessa che le ho fatto", spiega il pescatore, che da domenica racconta di non riuscire più a dormire, con l’immagine del bimbo morto ancora negli occhi. "Prima che succedesse questo – spiega – ero indifferente, guardavo in televisione e mi dispiaceva. Ma dopo quando ti capita dal vivo, è diverso. Vorrei andare a parlare con qualcuno di importante e chiedere perché tutto questo. Ci sono delle leggi che non sono molto chiare".
<em>Video di Alessio Tricani / Local Team</em>
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