Dal via libera a Dini fino all’esecutivo Draghi passando per le dimissioni che portarono alla nascita del governo Monti, il Cavaliere ha sempre anteposto gli interessi nazionali ai calcoli elettorali. Quando nel 2013, con la crisi del Pd dopo il siluramento di Prodi e Grillo che evoca la rivolta delle piazze, garantì la «pace» con l’appoggio a Enrico Letta