La Guardia Costiera si difende dalle critiche sul suo operato, dichiarando che non vuole essere usata come capro espiatorio per scelte politiche che hanno impedito loro di operare efficacemente. La strage di Cutro ha evidenziato l’imposizione del silenzio, che ha impedito all’opinione pubblica di sapere delle operazioni in corso. Tuttavia, il filmato diffuso dalla Guardia Costiera dimostra che il soccorso e le attività investigative possono essere svolte contemporaneamente, senza sacrificare vite umane. La Guardia costiera ha soccorso 1.200 migranti in pericolo in mare nelle ultime 24 ore. Lo fa sapere il comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto. Sono ancora in corso – viene comunicato – i soccorsi coordinati dal Centro nazionale del soccorso marittimo della Guardia costiera a favore delle due imbarcazioni intercettate ieri a oltre 100 miglia al traverso delle coste di Roccella Ionica, in acque Sar (Search and Rescue) italiane. Il salvataggio, reso complesso a causa dei barconi sovraccarichi di migranti e delle condizioni meteo marine sfavorevoli, si sta concludendo in queste ore. A coordinare le operazioni in mare è Nave Dattilo della Guardia costiera, che ha recuperato tutti e 500 i migranti presenti su una delle due imbarcazioni.